Meditazioni
sulla Via Crucis
A cura di S.E.R Bernardino Pinera Carvallo Arcivesvovo emerito de La Serena Chile
Effettueremo un doppio volo: uno nello spazio, l'altro nel tempo. Da Roma voliamo a Gerusalemme e arriviamo al luogo nel quale un grande gruppo di uomini e donne sta per iniziare un percorso dal Palazzo di Erode, che si trova vicino al Tempio, fino al colle del Calvario, che sta appena fuori della Città Vecchia. E voleremo dai nostri giorni fino agli inizi del primo secolo, al tempo dell'imperatore Tiberio, quando era Procuratore romano in Palestina Ponzio Pilato e Re delle Galilea, con il sostegno dei romani, Erode Antipa e sommo sacerdote degli ebrei Caifa. Il gruppo di persone che incontriamo è lì per assistere e partecipare con grida di odio, insulti e ingiurie all’esecuzione di tre condannati a morte.
Vediamo un uomo mezzo nudo, dal corpo insanguinato per la flagellazione che ha subito, il viso smunto. Ma, benché sfigurato dai colpi, quel volto ci sorprende, perché emana all’opposto dignità, dolcezza, forza: è il volto di Gesù di Nazaret, il maestro ebreo che per alcuni anni ha predicato una nuova via della fede, che non lasciava indifferenti per la sua purezza, semplicità, per come riconduceva tutto all’amore.
Alcuni tra i presenti non lo guardano con odio ma con compassione: non vogliono la sua morte, ma comprendono che è inutile difenderlo: tutti e tre i condannati dovranno morire. Sono i suoi discepoli e fratelli, e anch’essi vogliono camminare in quel momento con lui, tenendo fissi i loro occhi su di lui.
Unitevi, fratelli miei, a questo triste pellegrinaggio. Tenete fissi i vostri occhi su di lui, cercate di capire cosa sta succedendo. Adesso è il momento di ricordare ciò che Egli ha insegnato e le cose che ha fatto, fino a poche ore prima, come ha trattato i malati e tutti coloro che ha incontrato. È il momento di andare con lui e di accompagnarlo nel cammino che lo porta al Calvario.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Meditazione
Le autorità religiose ebraiche, le autorità politiche, il re Erode e il governatore romano Ponzio Pilato, si sentono in diritto di giudicare e di condannare Gesù. Gesù è l’essere più innocente che sia mai stato accusato e giudicato da un tribunale. Tuttavia, è destinato a essere torturato e ucciso in maniera crudele. Il mondo ha bisogno di giustizia. Non ci devono essere persone innocenti condannate alla povertà, alle malattie, all’angoscia, alla disperazione, all’abuso ingiusto, a causa di una prevaricazione commessa da altri: da un sistema sociale ingiusto o da disuguaglianze inaccettabili. In Gesù trattato ingiustamente, dobbiamo riconoscere tutti gli uomini trattati ingiustamente nel mondo e impegnarci a essere onesti, sempre e con tutti, a lottare per la giustizia nel mondo, perché sia per tutti.
Preghiera
Signore Gesù, aiutami a essere onesto sempre e con tutti, e a lottare perché ci sia giustizia per tutti. Dammi il coraggio di difendere chi è trattato ingiustamente. E di dire sempre la verità, perché la menzogna è complice dell’ingiustizia e la verità va di pari passo con la giustizia.
Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Meditazione
Una croce di legno, per essere in grado di reggere il peso del corpo di un uomo, deve essere molto pesante, e deve risultare ancor più pesante per un uomo che ha appena trascorso una notte di agonia e che è stato trattato crudelmente, senza alcuna pietà. Gesù voleva riscattarci dai nostri peccati con la propria sofferenza, fisica e morale. E poiché i nostri peccati ci schiacciano, egli stesso ha voluto essere schiacciato dal dolore. La sofferenza di Gesù ci fa vedere e capire la gravità dei nostri peccati. Vogliamo per questo vivere una vita senza peccato, senza sporcizia, sinceri, onesti, generosi, per non aggravare la sofferenza di Cristo. E per unire la nostra sofferenza a quella di Cristo, in modo da aiutarlo a salvare il mondo.
Preghiera
Signore Gesù, aiutaci a essere virtuosi, ad allontanarci dal peccato, ad aiutare gli altri – chiunque essi siano – a pentirci del male operando il bene. Il peccato, mio e degli altri, è la causa di tutto ciò che Gesù sta soffrendo in questo viaggio così doloroso.
Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Meditazione
Se cade mentre porta la croce, significa che Gesù è sfinito, che non ce la fa più. Ciò significa anche un peggioramento del suo dolore: la croce con il suo peso lo schiaccia; i soldati lo percuotono gridandogli di rialzarsi, di riprendere la croce di continuare e il suo cammino. La sofferenza che Gesù si è imposto per riscattare e perdonare i nostri peccati è reale e raggiunge il limite della sopportazione possibile ad un uomo. Consideriamo ancora la gravità dei nostri peccati e l’amore generoso di Cristo che continua a soffrire, senza risparmio, per noi.
Preghiera
Signore Gesù, il tuo cadere mi fa male, perché so che anch’io sono causa di esso, insieme a tutti i peccatori del mondo. Perciò aiutami a uscire dalle mie cadute nel peccato.
Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Meditazione
Il dolore e l’amore s’incontrano. Maria ama suo figlio e vederlo soffrire in questo modo è per lei un immenso, inenarrabile dolore. Ella, senza peccato, si unisce al dolore del figlio e con la medesima intenzione: ottenere il perdono dei peccati degli uomini. Gesù vede sua madre, il suo soffrire e soffre egli stesso vedendola patire. Unisciti a questo dolore per lei, come vi si unisce il nostro Redentore. Maria è corredentrice, ha sofferto con lui, ci ha aiutati a redimerci. Diventiamo noi pure corredentori. Uniamo le sofferenze e i dolori della nostra vita a quelli di Maria, patiti insieme a quelli di Gesù, per essere di aiuto anche noi, come Maria, all’opera della salvezza del mondo dal peccato, perché siano dischiuse le porte del Cielo.
Preghiera
Beata Vergine Maria, insegnami ad amare Gesù secondo la tua misura, a dispiacermi per il tuo dolore e a unire la mia sofferenza a quella di Lui, per la salvezza del mondo, come hai fatto tu.
Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Meditazione
Le autorità religiose ebraiche, le autorità politiche, il re Erode e il governatore romano Ponzio Pilato, si sentono in diritto di giudicare e di condannare Gesù. Gesù è l’essere più innocente che sia mai stato accusato e giudicato da un tribunale. Tuttavia, è destinato a essere torturato e ucciso in maniera crudele. Il mondo ha bisogno di giustizia. Non ci devono essere persone innocenti condannate alla povertà, alle malattie, all’angoscia, alla disperazione, all’abuso ingiusto, a causa di una prevaricazione commessa da altri: da un sistema sociale ingiusto o da disuguaglianze inaccettabili. In Gesù trattato ingiustamente, dobbiamo riconoscere tutti gli uomini trattati ingiustamente nel mondo e impegnarci a essere onesti, sempre e con tutti, a lottare per la giustizia nel mondo, perché sia per tutti.
Preghiera
Signore Gesù, aiutami a essere onesto sempre e con tutti, e a lottare perché ci sia giustizia per tutti. Dammi il coraggio di difendere chi è trattato ingiustamente. E di dire sempre la verità, perché la menzogna è complice dell’ingiustizia e la verità va di pari passo con la giustizia.
Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Meditazione
Dopo il gesto di compassione dei soldati romani che chiedono al Cireneo di portare la croce di Cristo per alleviargliene il peso – o gesto, forse, del Cireneo stesso che accetta il loro ordine avendo lui stesso compassione di Gesù – vediamo il gesto, del tutto spontaneo, di questa donna che la tradizione chiama Veronica. Che cosa c’è di più opportuno per dare sollievo a un uomo esausto, sudato, sanguinante che tergergli il viso con un asciugamano imbevuto di acqua fredda? Secondo la tradizione, Gesù ha ringraziato il gesto di Veronica, lasciando impressa l’immagine del proprio volto sull’asciugamano della pia donna. E se ci commuoviamo partecipando di ciò che Gesù ha sofferto o soffre a causa dei nostri peccati, perché non portiamo l'impronta del suo volto nelle nostre anime? La prima espressione dell’amore fraterno è la compassione per chi soffre. Chi ha compassione ha il volto di Gesù, gli assomiglia, rivela Gesù a coloro che cercano di alleviare il dolore.
Preghiera
Signore Gesù, donaci un cuore compassionevole, capace di condividere le sofferenze altrui e desideroso di alleviarle. Rendi anche noi solidali con la tua sofferenza e trasformaci, come hai fatto con il velo di Veronica, in viva immagine del tuo volto.
Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Meditazione
Il mondo è pieno di simboli e sappiamo che, per testimoniare il perdono dei nostri peccati, per Gesù sarebbe stato sufficiente compiere un gesto simbolico, come quando il Papa, o il Vescovo, portano la croce il Venerdì Santo: nessuno si aspetta da loro che collassino per la stanchezza e, se mai ciò accadesse, tutti avrebbero fretta di sollevarlo via da terra per proseguire la Via Crucis. Per Gesù non fu così. Nonostante l'aiuto del Cireneo, nonostante il momentaneo sollievo datogli da Veronica con il suo panno umido, lo sfinimento peggiora continuamente e Gesù crolla di nuovo sulla strada, incapace di camminare. Le nostre sofferenze, fisiche o morali, possono essere anche simboliche. Ma ne conosciamo di reali, dolorose, che a volte sfidano e vanno ben oltre la nostra resistenza. Quale conforto può quindi venirci dal guardare a Gesù, steso a terra, sopraffatto dal dolore! Per questo sguardo cresce in noi la pazienza di sopportare il dolore e la sofferenza che patiamo, qualsiasi esse siano, sapendo che Dio le permette, come permise al suo figlio Gesù di soffrire quel che ha sofferto per noi. Soffrire con Gesù e come Gesù è per la salvezza del mondo.
Preghiera
Signore Gesù, dacci di affrontare e accettare la vita così come si presenta, con le sue gioie e i suoi dolori, come hai fatto tu, dalla nascita in una mangiatoia alla morte di croce. Dacci il coraggio e la pazienza, uniti alla speranza del Cielo.
Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Meditazione
Gesù ha bisogno e merita compassione, ma nonostante la sua stessa sofferenza, la sua agonia, è ancora in grado di preoccuparsi degli altri. Si unisce alla loro angoscia, al dolore e alla pena di queste donne desolate. Loro piangono per lui, egli piange per loro, pensando a tutto quello che il popolo ebraico avrebbe dovuto soffrire negli anni a venire. E le consola, annunciando loro che attraverso il dolore giungeranno alle gioie grandi del Paradiso. Quando siamo felici, quando abbiamo di tutto, dovrebbe esserci facile consolare gli altri: purtroppo non sempre è così. La felicità ci rende egoisti. Al contrario, quando sperimentiamo povertà o malattia, sappiamo essere vicini a coloro che soffrono di più, perché li sappiamo capire meglio. La povera vedova, di cui parla il Vangelo, diede soltanto due monete in elemosina: poco, ma era tutto quello che aveva. Cerchiamo di essere generosi come lei: se stiamo soffrendo, perché sappiamo cosa è la sofferenza; se stiamo bene, per essere vicini a coloro che soffrono. Cristo, in virtù di quel che ha sofferto, ha la forza di confortare coloro che hanno sofferto molto meno di lui.
Preghiera
Signore Gesù, dacci il dono della consolazione. L'esperienza della mia sofferenza mi insegni a capire la sofferenza degli altri. Sostienimi nel mio dolore, così che io possa confortare coloro che sono feriti o sono nel dolore.
Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Meditazione
Gesù si è fatto forza per confortare le donne che gli sono strette attorno, ma ora è sfinito e cade, crollando per la terza volta. Dovrà sollevarsi, portare ancora a croce fino alla collina dove tutto si compirà. La sua forza fisica si va esaurendo, mentre quella morale cresce ed è la sua infinita capacità di amare e di soffrire per amore. Una forza misteriosa lo sostiene e lo spinge fino alla fine: la sua unione con il Padre nella preghiera, il suo amore per gli uomini che soffrono, il raggiungimento della missione che gli è stata affidata, il cielo e la gloria che si apriranno a migliaia e migliaia di uomini e donne peccatori, pentiti e salvati. Dunque, venite ai piedi della croce! A noi la vita risulta troppo dura perché non abbiamo abbastanza amore. Unite le nostre croci alla Croce del Signore ed Egli ci aiuterà a portare le nostre croci.
Preghiera
Signore Gesù, donaci la grazia di perseverare fino alla fine. Quando viene il tempo della vecchiaia, quando i dolori sembrano accanirsi più che mai su di noi, ravviva in noi la speranza del cielo, che è ogni giorno più vicino, lì dove potremo riposarci da ogni dolore e gioire senza fine.
Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Meditazione
Togliere i vestiti a qualcuno significa privarlo della sua dignità, offenderne la personalità, ferire la sua autostima. È ridurlo a nulla di fronte agli altri. Questo ha subito Gesù, così come i due criminali che stavano per essere crocifissi con lui. "Nudo sono uscito dal grembo di mia madre, nudo vi ritornerò". "Il Signore ha dato, il Signore ha tolto. Sia benedetto il nome del Signore", aveva detto Giobbe nel colmo della sua impotenza. Al figliol prodigo il padre fece "indossare il vestito più bello, l’anello al dito e i calzari ai piedi": così il Signore della gloria ha rivestito noi creature spogliate di tutto. Talvolta la vita ci deruba di tutto: beni, salute, persone care. Che questo ci serva per arrivare al Cielo liberi di tutto, rivestiti di quella gloria per la quale Cristo è stato inchiodato nudo sulla croce, perché fosse glorificato anche attraverso di noi il suo Padre celeste.
Preghiera
Signore Gesù, fa’ che possiamo sempre vivere nella speranza. E che, se il passare degli anni ci spoglia della salute, dei nostri beni, dei nostri cari, noi possiamo pensare sempre più alla gloria del Cielo che ci attende.
Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Meditazione
Pare che i due ladroni, come la maggior parte dei condannati a essere crocifissi, fossero legati alla croce e non inchiodati, a morire così di sete, soffocamento, dolore. Gesù, invece, è stato inchiodato alla croce. Ciò significava per lui un dolore in più, perché il corpo col suo peso lacerava il polso trafitto, causando nuove emorragie. Fu una prova terribile, che durò diverse ore. Colui che soffre e muore sulla croce è il Figlio di Dio fatto uomo, venuto sulla terra per insegnarci il modo giusto di soffrire e di morire, affinché potessimo essere perdonati dei nostri peccati e andare in paradiso. Come lui possiamo accettare di essere inchiodati ad una vita a volte dura, sofferente, nella quale gioia e dolore si mescolano. Seguendo Gesù anche nella sofferenza, sua e nostra, possiamo arrivare al Cielo.
Preghiera
Signore Gesù, ti guardiamo dalla croce dove stai inchiodato, e soffri per me e per tutti gli uomini. che il tuo sguardo mi purifichi, mi causi orrore il peccato, mi facciano per sempre grato del tuo amore e mi riempia di amore per te.
Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Meditazione
"Nelle tue mani affido il mio spirito". Furono le sue ultime parole. La terra tremò, il cielo si oscurò. Coloro che assistettero alla sua morte ne furono terrorizzati. Ora non c’era più sofferenza. Aveva compiuto la sua missione: per suo mezzo noi siamo stati riconciliati con Dio. Egli ci ha aperto la porta del Cielo così che, dopo la nostra morte, perdonati i nostri peccati grazie al suo soffrire, potessimo giungere al Cielo ed essere felici per sempre. Signore, donaci la pazienza di vivere, lavorare, soffrire, incoraggiaci a fare il bene, ad amare e servire gli altri, ad amare e imitare voi, preparandoci anche a morire come te, afferrati dalla tua mano e arrivare in cielo per essere sempre con te. Al ladrone crocifisso accanto a te che, pentito, supplicò, "ricordati di me quando entrerai nel tuo regno", hai detto: "Oggi sarai con me nel paradiso". Signore, ti chiedo di ricordarti anche di me dal regno dove ora sei e dove mi attendi.
Preghiera
Signore Gesù, con il buon ladrone, io dico: "Ricordati di me quando entrerai nel tuo regno". Desidero ascoltare la tua parola, che dalla Croce mi dice: "Un giorno, presto, sarai con me nel paradiso".
Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Meditazione
Gesù è morto, ma il suo corpo è ancora presente in questo mondo, non per molto tempo ancora. Il corpo di Cristo era lo strumento che egli aveva usato per essere tra noi, operando a nostro favore; con il corpo aveva sofferto ed era morto. Con quel corpo aveva insegnato la verità e aveva fatto del bene. Il suo corpo, ormai morto, si era formato nel grembo di Maria, sua Madre. Era stato parte di lei. Lei lo aveva seguito con amore lungo la via della croce e ora è lei a riceverlo con amore e dolore: il figlio morto. Un giorno anche il nostro corpo, deposto in una bara, sarà forse per diverse ore lasciato in una cappella mortuaria o in una chiesa. E poi sarà sepolto, come il corpo di Gesù. Anche il nostro corpo sarà stato lo strumento della nostra anima: avrà lavorato, sofferto, goduto, avrà fatto del bene e talvolta del male. Non sprechiamo il dono del nostro corpo, finché siamo ancora vivi, così che, a somiglianza del corpo di Cristo, anche il nostro corpo sia strumento non di peccato, ma di amore e di servizio.
Preghiera
Signore Gesù, nell'ora della mia morte io consegno me stesso, anima e corpo, alle mani di Maria perché sia lei a ricevermi, con amore materno, nel luogo dell’eterno riposo e della gioia senza fine.
Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Meditazione
Dalle braccia di sua madre, il corpo di Gesù passa al freddo della tomba. Ma non per molto. "Perché cercate tra i morti colui che è vivo?" dicono gli angeli alle pie donne che si erano recate a pregare al sepolcro. Egli era risorto e si era manifestato vivo, parlando e rimanendo con i suoi discepoli ancora per quaranta giorni, per poi ascendere al cielo. E anche noi come lui un giorno risorgeremo e ascenderemo al Cielo come egli ha fatto. E già senza attendere la definitiva risurrezione del nostro corpo, la nostra anima, alla morte, godrà della verità, della bellezza e dell’infinito bene, la fede sarà trasformata in visione beatifica, la speranza si compirà in un infinito amore, generando una felicità infinita. Che questo pensiero ci aiuti a vivere bene: grazie al trionfo della vita sulla morte, l'amore cancella ogni traccia di peccato e di male.
Preghiera
Signore Gesù, purifica il mio corpo e la mia anima del peccato, così che al momento della mia morte io possa partecipare alla risurrezione e alla tua venuta nella gloria, per essere con te per tutta l'eternità.
Santa Madre, deh Voi fate Che le piaghe del Signore Siano impresse nel mio cuore.
Grazie Gesù per averci permesso di accompagnarti, anche se da lontano, nelle sofferenze della tua passione e nel tuo insegnamento ultimo: il tuo infinito dolore e il tuo infinito amore hanno vinto la morte e aperto le porte del Cielo. Aiutaci a vivere la nostra vita come una Via Crucis, a soffrire con te come il Cireneo, a confortarti e soccorrerti come Veronica, a seguirti sempre come Maria, tua madre.
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